N°41 PUBS, MUSIC AND LOOS pt.2 The Football English Pub – Milano in trasferta per Onalim.it

7 May
illustration andy council

The football english pub Via Valpetrosa 5, Milano (off Via Torino)

MM1 Duomo – Cordusio MM3 Duomo – Missori - Tram 2 – 3 – 14

 

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OK, siete inclini a pensare che trovare un buon pub a Milano sia cosa facile, Milano città europea, internazionale, cosmopolita, capitale della moda, degli affari… non datelo per scontato.

Eccomi al secondo capitolo (vedi capitolo I) dedicato ai pub di Milano e mi accorgo che già annaspo, la mappa della città si restringe lasciandomi poche rotte da percorrere escludendo a priori quei bar/pub d’ispirazione belgo/gallica dove un bicchiere di birra è composto per metà da schiuma (grazie Isabella).

Cosa evincere dal nome:

The Football English Pub Test

a) è un pub dedicato al calcio

b) è un pub Inglese

c) le vacche hanno accenti diversi

d) non so

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a) sorprendentemente, sì: parafernalia del calcio passato e presente,

Inglese, Italiano e Milanese addobbano le pareti. Schermi TV in

tutti gli ambienti permettono agli avventori assetati di birra e

football di non farsi mancare nulla.

b) per gli Inglesi residenti o di passaggio a Milano assetati di

birra e football, sì. Per tutti gli altri > vedi c)

c) sì, anche le vacche hanno accenti diversi (thank you Scott).

d) non so < vedi b)

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Arrivarci

La cosa che mi ha sempre sorpreso del Football English Pub è la sua neurotica isteria. Può capitare d’entrarci un Venerdì sera e trovarlo desolatamente vuoto (fatta eccezione per i due tipi che fanno parte strutturale del bancone), oppure passare un Martedì di Champions League e dover fare a botte ancor prima di vedere i tifosi della squadra avversaria.

Venendo da Via Torino, nessun insegna indica il pub situato in una delle vie più buie del centro di Milano, giusto dopo il ristorante degli Hare Krishna.

Questa doppia identità non sembra preoccupare i padroni del locale quindi cercherò di non preoccuparmene a mia volta.

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Le Birre & co.

Una decine di birre alla spina accontentano un po’ tutti i palati. Con il nuovo anno sono arrivate:

- Franziskaner           Weizenbier (wheat beer)

- Jupiler                        Belgian Ale

Quanti centimetri di schiuma? Chiedere a Bruxelles.

- London Pride            Best Bitter

Ha preso il posto della Newcastle Brown Ale. Sorry Jon, not that  you used to drink it anyway.

- Nastro Azzurro         Lager Italiana

Orgoglio nazionale d’inizio estate.

- Pilsner Urquell         Pilsner Ceca

- Leffe Rouge                Rossa Belga

- Tennent’s Super        Strong Lager

9% of pure heaven (cit. Alabama 3).

- Magner’s (bottle)      Irish Cider

Refreshing. Dovrà pure smettere di piovere.

Happy Hour pinte a €3.50

LUN       18.00 – chiusura

MAR-VEN   18.00 – 21.00

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Il Menu

Il Football English Pub è dotato di una vera cucina professionale  ben attrezzata: mancano solo un cuoco e un flusso di pubblico costante per far sì che valga la pena utilizzarla al 100% delle sue potenzialità.

In menu: panini vari, hamburger, patatine fritte, pizza, hot dog.

Durante la settimana, menu lunch più Italiano.

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La Musica

La musica dei pub nostrani segue i gusti di chi in quel momento lavora dietro il bancone. Qui è decisamente British oriented, di ieri, di oggi, di domani. Dagli Small Faces agli Stone Roses, dallo Ska al Britpop, Arctic Monkeys, Tame Impala, The Vaccines: con l’arrivo di Dona e di Rufus la musica, così come le birre, sono top. (Sì, Dona e Rufus sono anche amici miei, ma se spillassero birre scadenti con sottofondo di prog polacco probabilmente non lo sarebbero).

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Il Pubblico

Come avrete ormai intuito, il pubblico varia a seconda delle giornate e delle partite. Aspettatevi un sacco di tifosi ubriachi se la partita è importante; se c’è la Champions, un Europeo o un Mondiale, fate voi, dopotutto è anche il suo bello.

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Ubriacarsi

Ubriacarsi è lecito perché, a conti fatti, se siete ubriachi vuol dire che avete consumato senza moderazione.

Cose da fare uscendo ubriachi dal pub:

1) Attenzione quando attraversate Via Torino, ci passano i tram.

2) Le scale che portano ai treni della metro’ di Missori sono LUNGHISSIME, affrontatele con una certa cautela (ah ah).

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Il Cesso

I cessi sono DUE! e non sono turchi. I rotoloni per asciugarsi le mani sono in tessuto, un po’ anni ’90 e come il Britpop più prima che poi finiscono.

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Yours Truly

Skinny Chef

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N°40 PUBS, MUSIC AND LOOS: Pogue Mahone’s – Milano in trasferta per Onalim.it

22 Apr
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Pogue Mahone’s: Pubs, Music, Loos.

by skinny Chef in trasferta per http://www.Onalim.it

illustrazione mario zucca

Pogue Mahone’s Irish Pub, via Salmini 1 (zona P.ta Romana)

MM3 Medaglie d’Oro; tram 9, bus 62, 77; M3 notturna, 90 e 91

OK, SIETE A MILANO. Vi trovate qui perché: . a) ci siete nati e rimasti. b) non ci siete nati ma trasferiti. c) ci siete nati, partiti e tornati. d) non so. . Quindi, siete a Milano e cercate un pub, il che vuol dire che cercate un Irish Pub perché qui come in tutta Italia Irish tira di più di qualsiasi altra tipologia di pub. Sarà la Guinness, sarà che cantano per farsela passare come gli Italiani, sarà che sono cattolici, sarà che la famiglia Guinness è protestante, appunto… Insomma cercate un pub e come prima cosa fate un giro su internet dove tutti gli Irish pub Italiani si assomigliano: . a) il cibo è (quasi o) più importante delle birre. b) nelle foto, prima o poi c’è un tipo con la maglia del Celtic. c) nelle foto, prima o poi c’è un tipo che fa le corna da metallaro. d) i cessi fanno cagare, e come la musica i più recenti risalgono ai primi anni ’90,mani pulite indeed. Ma sto digredendo. . Il mio pub a Milano è il Pogue Mahone’s, meglio conosciuto come IL POGUE’S. Le Birre & Co. Oltre alla Guinness, che non cambia mai, alla spina potete trovare Kulmbacher (pils), Mc Ewan’s (lager), Newcastle Brown Ale, Murphy’s Red, Bulldog Strong Lager. Scotch whisky e Irish whiskey come se piovesse, Irish coffee mai dopo la 1/2 notte, qualche(!)long drink; la parola cocktail non è compresa nel dizionario interno. La mezza pinta di qualsiasi birra è mal vista, quella di Guinness aborrita. Il Menu Fortunatamente qui nessuno vi farà i maccheroni col sugo pronto, il rib-eye a 10€ con le chips (ancora un po’) gelo o l’insalatona col mais della Metro, in compenso potete consolarvi con ottime crisps, qualche panino e, concessione molto Milanese, un happy hour il Martedì fino alle 9, con buffet adeguatamente Milanese. La Musica Siamo onesti: Spotify ha salvato tante anime dannate dalla disperazione di ascoltare in loop il triangolo della paura di ogni pub Irlandese: U2, The Cranberries, The Pogues. Qui può addirittura succedere di sentire Them, The Undertones, Therapy? Passando per Thin Lizzy, Sultans Of Ping F.C., Ash. Di casa anche una buona dose di Madchester, Brit pop, Grunge, Punk, 60s, 70s, 80s, roba di questo millennio(!) e, a sorpresa, i clienti regolari possono inviare la propria playlist: la selezione di Max, il Capo, è molto severa e pare che qualcuno ci stia provando da mesi senza alcun successo. Por nani. Il Pubblico Dai 18 ai 50 anni, principalmente Italiani e Inglesi. Sono tre decadi di ubriachi, non è poco, poi si muore. Ubriacarsi Al contrario di altri locali Milanesi dove essere ubriachi fa strano, al Pogue’s chiunque vi racconterà con un certo orgoglio di essere svenuto almeno una volta, chi sul divanetto, chi sullo sgabello: l’alcool, come l’amore, è cieco e anche un po’ sordo. Il Cesso Come promesso dal titolo, l’ultimo capitolo. The Loo. E’ un cesso, è uno, è alla turca: get used to it. 374712_1625830021757_938571186_n Yours Truly Skinny Chef …………………….  skinnychefinthebox.com  …………………….  …………………………………………………………………..

N°39 LO STINCO D’AGNELLO ALLA GUINNESS ricette per posta

5 Apr

Libreria - 051

RICETTE PER POSTA

Skinny Chef In The Box

da Paul Tannino:
Ciao Skinny Chef, vorrei fare lo stinco al forno e mi ricordo ancora lo splendore alla guinness fatto da te che mangiai al Sole qualche anno fa! Hai la ricetta da qualche parte ? Senza stress! Grazie, Luciano

Skinny Chef:

ciao stai bene? ci sono un sacco di ricette grandiose per lo stinco (d’agnello in questo caso), cerca gigot per il francese o lamb shank per l’inglese. Per farlo in una pentola sola e in un giorno solo, prendi gli stinchi, sale e pepe, rosolali in olio e burro, toglili, aggiungi cipolle a julienne, fai prendere un bel colore, una spolverata di farina, fai tostare, metti guinness e tutto quello che ti viene in mente per aromatizzare a tuo piacere (bouquet garni, demi-glace, concentrato di pomodoro, ketchup, aglio etc.), rimetti stinchi che devono annegare nel liquido, aggiungi brodo se necessario, dimenticateli per almeno 3h e apri altre guinness. ottimo con purée di patate o colcannon. ciao e a presto

yours truly

skinny chef

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N°38 gli SCONES per l’ora del tè

28 Mar

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W.A. Mozart “Serenade in G major, K. 525 ‘Eine kleine Nachtmuzic’ – I – Allegro

 

Siete in due, vi capita di essere a Milano o addirittura vi capita di essere Milanesi e vi capita pure  di aver voglia di un tè: siete nei guai. Pare che al Principe di Savoia sia approdato l’afternoon tea del Dorchester di Londra; spero che il tè sia migliore della grafica del loro sito che assomiglia alla cartolina di un decadente hotel sul lago Maggiore negli anni ’80.

 

Durante l’afternoon tea, mentre ci s’ingozza di sandwiches, scones, torte etc., in genere si parla male degli altri, TUTTI GLI ALTRI. Ma se all’improvviso al vostro accompagnatore scattano i 5-minuti-Sapientino, allora siete doppiamente nei guai.

 

Tè, caffè, vino, birra, whisky, rum, vodka e poi cognac, sherry, champagne, tabacco, cioccolato, grappa. Quando un essere umano adulto si accorge di parlare di uno di questi argomenti sforando la soglia dei 5 minuti, è troppo tardi: è fottuto.

 

Se a questa pratica  aggiungete un accompagnamento musicale (ho amici che parlano del punk con la stessa serietà di un critico del tartufo d’Alba) e un una spolverata di tecnicismo sportivo (calcio, rugby, pugilato, ciclismo) potrete creare delle categorie che assicurano un invecchiamento progressivo della cute e la creazione istantanea di borse sotto gli occhi. Alcuni esempi:

 

GRAPPA-BLUES-CICLISMO =

 

Triade pericolosissima, tipica del delta del Po e del Brenta

 

WHISKY-JAZZ-PUGILATO =

 

BBB: Bianco-Benestante-Bocconiano

 

BIRRA-ROCK-CALCIO =

 

E’ finito tutto nei ‘70

 

VINO-CLASSICA-RUGBY =

 

Il rugby è la new entry, fa tutta la differenza

 

Così, per inciso, chiudo (4:47, che culo!) dicendo che a Milano, se dovesse capitarvi di desiderare un tè, aspettate d’arrivare a casa e fatevelo da voi o fatevi invitare da una tipa che si chiama Karmen e che scrive di afternoon tea con stile, eleganza e competenza; sul suo blog puntualizza che è alta 185cm, cazzo volete di più.

 

BASIC SCONES

 

Come per tutti i prodotti lievitati, non lavorate l’impasto troppo a lungo o gli scones risulteranno duri.

 

350g                      farina lievitata

 

1tsp                        lievito vanigliato

 

85g                        burro, a cubetti

 

1/4tsp                    sale

 

175g                       latte tiepido + una spruzzata di limone

 

1                              uovo sbattuto per spennellare

 

2-3tbsp                  zucchero

 

0. Forno a 220°. Scaldate il latte con una spruzzata di limone e tenete da parte.

 

1. Mischiate farina, lievito e sale, aggiungete lo zucchero, il burro e continuate fino ad

 

ottenere una pasta che si sbriciola.

 

2. Versate il latte nell’impasto e mescolate velocemente con una forchetta..

 

3. Spianate l’impasto sul piano di lavoro e formate un cerchio alto 4cm.

 

4. Rivestite una placca con carta forno e mettetela nel forno per qualche minuto.

 

Prendete un copapasta da 5cm e formate delle torrette.

 

5. Allineate gli scones sulla placca calda e spennellate con l’uovo.

 

6. Infornate per 10 minuti.

 

Servite con marmellata (io opto per quella di lamponi) e clotted cream (o mascarpone)

 

Yours Truly

 

Skinny Chef

cup of tea

 

N°37 IL PAN BRIOCHE

14 Mar

pan brioche sepia jpg

 

Storia di cucina, cuochi e pasticceri bizzosi

The Smiths “Heaven Knows I’m Miserable Now” single 1984

 

C’è una cosa che mi sento di suggerire a tutti voi che volete intraprendere la carriera di cuoco: andate a lavorare nelle cucine di un grande hotel o in un grande ristorante con un bravo chef e, soprattutto, con una brigata di bravi cuochi perché, alla fine, sarà con questi ultimi che condividerete la vostra vita, dalla colazione al dopo-teatro, 12 ore al giorno, 7 giorni su 7, 31 giorni al mese. Tutto questo suona sgradevole alle vostre orecchie? Scegliete un’altra carriera, non è cosa per voi.

 

Quando lo chef decide una cosa non ci sono cazzi e lo chef stamattina ha deciso che il PAN BRIOCHE per la terrina di  FOIE GRAS lo devo preparare io, non il pasticcere, non l’aiuto pasticcere, proprio io, per stasera! Porsi e porre troppe domande in questi casi fa perdere solo tempo così non le pongo ma il problema rimane: non ho idea di come preparare il maledetto pan brioche. Decido quindi che dopotutto una domanda posso anche farla, al pasticcere, che però non ne vuole sapere di darmi la SUA ricetta. Dice però che posso usare i suoi forni; è già qualcosa.

 

PIANO B (pre-Google time):

 

CAMBIARSI + USCIRE DALLA CUCINA PASSANDO DAL RETRO

3 MINUTI

 

PRENDERE IL METRO + RAGGIUNGERE CASA

15 MINUTI

 

CERCARE LIBRO CON RICETTA PAN BRIOCHE

5 MINUTI

 

RIPRENDERE IL METRO + RIENTRARE DAL RETRO + RICAMBIARSI

18 MINUTI

TOTALE: 41 MINUTI

 

NON SE NE ACCORGE NESSUNO!

 

INGREDIENTI:

 

pan brioche ric

 

PROCEDIMENTO:

pan brioche proc

 

… E così feci, circa.

 

YOURS TRULY

 

SKINNY CHEF

 

When I’m 64

7 Mar

When I'm 64

N°36 GRATIN DAUPHINOIS – A SCUOLA DI CUCINA

20 Feb

Food52

The Cribs “Leather Jacket Love Song” from the single collection “Payola” 2013

 

“I cuochi bestemmiano.”

 

“I cuochi sono tutti matti”

 

“I cuochi non scrivono libri.”

 

Schema base programma di cucina in TV: GUESS WHO IS WHO

 

“L’Ammutinamento del Bounty”

 

Chef 1)   :  urla e bestemmia “Beep”, all’occorenza frusta > Capitano William Bligh

 

Chef 2)   :  comprensivo, formato confessionale “Shssh”, all’occorrenza severo

 

>I Tenente Christian Fletcher

 

Cuochi)   :   lavorano, sudano, si mortificano e s’arrabbiano, vengono puniti

 

> l’equipaggio

 

Cuoco X)  :  si ribella, cerca alleati per ammutinarsi, viene frustato

 

> marinaio John Mills

 

Chi comanda? Chi ruba il formaggio?

 

E’ più facile essere buoni e comprensivi se si proviene da una classe privilegiata?

 

E’ legittimo ribellarsi se si proviene da una classe non privilegiata?

 

Quel è il fattore X?

 

Chi sono i cuochi del futuro?

 

 

 

Ho passato gli ultimi quindici anni della mia vita in cucina tra entusiasmi e umiliazioni, ma l’ho voluto con tutte le mie forze: mi ha salvato la vita, non scherzo.

 

La maggior parte dei cuochi inizia la carriera verso i diciassette anni quando, ancora a scuola, sono spediti a fare stage, a lavorare per la stagione estiva o nell’esercizio di famiglia. Io ho cominciato un po’ più tardi: i miei compagni di classe sedicenni mi riportano indietro nel tempo, quel tempo in cui si entra in classe alle ore 8:00 del mattino.

 

Dovete sapere che la scuola per cuochi è un ricettacolo di disadattati, chi più chi meno. Come regola comune, tutti coloro che falliscono in qualsiasi altra disciplina o vagano nel nulla in seguito ad ennesima espulsione, finiscono qui. E’ una sorta di Legione Straniera accademica: non sai più dove andare? Hai conti in sospeso con la giustizia, con la famiglia, con la vita? Qui riparti da zero.

 

La vita è dura ma non priva di piccole soddisfazioni. La professoressa di francese, di una severità rigidamente giansenista, in verità un po’ carogna, vola giù dalle scale prima ancora della fine del primo quadrimestre; le circostanze dell’accaduto sono a tutt’oggi avvolte nel mistero. Questo rimane un isolato caso d’ammutinamento.

 

Il professore di cucina, che qui ovviamente si chiama CHEF, per disperazione bestemmia quotidianamente tra una béchamel e un’omelette (da qui, l’utilità della prof di francese); oltre che nella nostra scuola, insegna anche a San Vittore (carcere di Milano n.d.r.) e non so dove se la passa peggio, lui giura da noi.

 

Tra gli altri docenti di discipline dai nomi altisonanti e difficilmente tramandabili a dei delinquenti (lingua e letteratura italiana, francese, diritto e economia, scienza degli alimenti, matematica,  scienza e cultura dell’alimentazione, chimica, fisica) la scuola è anche dotata della figura dell’insegnante di sostegno (psicologico) che in verità sembra una zia buona capitata lì per caso senza nessuna particolare competenza. Sopravviverà per squisita dolcezza. Per quanto riguarda l’insegnante di diritto e economia, una signora di distinta bellezza piemontese, amante del buon vino rosso e contraria all’alienazione da insegnamento, lei mi darà volentieri dei passaggi nella sua comoda ed elegante BMW. Grassie.

 

P.S. Ho recentemente saputo che questa scuola ha radicalmente cambiato il programma, con ogni probabilità per infortunio e decesso di tutti gli insegnanti o trasferimento degli studenti a San Vittore.

 

 

 

GRATIN DAUPHINOIS

 

Il Gratin Dauphinois, detto anche ‘Pommes à la Dauphinoise’ (da non confondersi con le ‘Pommes Dauphines’, che sono quelle con la pasta choux) è la quintessenza del gratin: da mangiare almeno una volta la settimana servito direttamente dal forno in eleganti plats à gratin individuali plat-a-gratin-rond-eden-noir o un plat à gratin grande 978002Potete preparalo in anticipo e lasciarlo nel forno, sarà lì pronto per essere servito alla prof di diritto.

 

Nota: esistono diverse varianti di questo classico piatto d’accompagnamento, in particolare quella con l’aggiunta di formaggio che prende il nome di ‘Gratin Savoyard’.

 

Per 6 persone

 

1.5kg           patate

 

1l                  latte intero

 

30cl              panna

 

3                    spicchi d’aglio

 

sale, pepe, noce moscato

 

burro

 

0. Forno a 180°

 

1. Pelate le patate e affettatele in rondelle fini con la mandolina. NON sciacquatele, perderebbero l’amido che serve da legante.

 

2. Fate bollire il latte e la panna con 2 spicchi d’aglio affettati sottilmente, il sale, il pepe e la noce moscata.

 

3. Mettete le patate nella crema e fate bollire per 8-10 minuti.

 

4. Passate lo spicchio d’aglio sui plats à gratin, imburrateli, delicatamente metteteci le patate, versateci la crema e finite con dei fiocchi di burro.

 

5. Infornate per 45 minuti – 1 ora, fino a quando una crosta dorata si sarà formata in superficie.

 

Fantastico con il gigot d’agneau, un gran vino rosso e la prof di diritto, ça va sans dire.

 

Yours Truly

 

SKINNY CHEF

 

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